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BENESSERE AMBIENTALE: LA TERMOREGOLAZIONE DEL CORPO UMANO
Il metabolismo del corpo umano ha bisogno di scambiare energia con l’ambiente circostante per le proprie funzioni vitali e ha bisogno di determinate condizioni ambientali al di fuori delle quali vive una sensazione di disagio o addirittura non può sopravvivere. La temperatura del corpo umano deve restare prossima a 37°C (nei tessuti più profondi) ed è mantenuta il più costante possibile dal sistema nervoso-centrale, centralizzato nell'ipotalamo, nella zona centrale, interna ai due emisferi cerebrali, ed è coadiuvato nella rilevazione degli stress termici da una serie di termorecettori.
I termorecettori sono suddivisi in recettori del caldo e del freddo. La loro frequenza di "scarica", a temperatura costante dipende dal valore della temperatura. Essi segnalano la differenza della temperatura di un oggetto o dell’aria rispetto alla temperatura della pelle. Sono molto sensibili ad un rapido cambiamento della temperatura locale. Per temperature superiori a 50°C i termorecettori del caldo diventano silenti; questa temperatura è percepita come dolorosa. Dopo aver valutato queste informazioni il cervello attiva l’organismo a determinati provvedimenti finalizzati al mantenimento della temperatura ottimale. Le azioni di risposta attuate a fronte di variazioni termiche sono:
- Vasodilatazione o vasocostrizione della circolazione sanguinea periferica
- Emissione di acqua dalle ghiandole sudoripare
- Variazione della frequenza respiratoria
- Erezione pilifera
- Comparsa di brividi (tremore incontrollato)
Si può parlare di condizione di benessere termoigrometrico solo quando l’organismo umano, con il minimo sforzo si trova in condizioni di equilibrio termico con l’ambiente esterno, senza che intervengano i suddetti meccanismi di termoregolazione. Quando il nostro organismo deve compiere un determinato sforzo per riportarsi in equilibrio con l’ambiente esterno, allora le condizioni climatiche vengono definite di equilibrio ma non di benessere. Un esempio può essere il caso di un elevata sudorazione in una giornata molto calda. Nei casi in cui queste regolazioni fisiologiche, anche a fronte di uno sforzo di massimo, non sono più sufficienti a mantenere l’equilibrio termico, si parla allora di condizioni di disequilibrio. A questo punto per riportare i valori entro la zona di confort, si ricorre ad altri mezzi, come abiti (più pesanti o leggeri) eccetera.
Nella norma UNI-EN–ISO 7730 il benessere termico è definito come la condizione mentale di soddisfazione termica nei confronti del microclima, definito come il complesso dei parametri climatici degli ambienti confinati in grado di influenzare gli scambi termici soggetto ambiente. |